• Borghi d’Italia: Scanno ed il lago a forma di cuore

    Appena tornati da una fuga a Scanno, piccolo borgo in provincia dell’Aquila,  catalogato tra i borghi più belli d’Italia e che sorge a pochi chilometri dal Parco Nazionale d’Abruzzo  a 1000 metri di altezza tra i monti Marsicani. Molti sono i motivi che potrebbero spingere chiunque a visitarlo sia in estate che in inverno. Bellissimo sarebbe poterlo visitare in moto, anche perchè per arrivare, dopo aver percorso comodomante l’autostrada, è necessario percorrere ancora circa 20 km di stradine strette e tortuose. Se avete la possibilità di fare un viaggio sulle due ruote, non pensateci un attimo di più e partite all’avventura. A tal proposito vi consiglio un link su cui potete fare carpire idee e consigli, sul cosa mettere in valigia per un visggio in moto: https://www.trippando.it/cosa-mettere-in-valigia-per-un-viaggio-in-moto-consigli-per-donne-organizzate/

    La prima sosta è d’obbligo al Lago di Scanno, un lago di formazione naturale e considerato tra i più belli d’Italia grazie anche alla sua particolare forma a cuore. Ovviamente sono nate anche tante leggende sulla nascita del lago, la più nota è quella  Maga Angelina, erudita in negromanzia, che formò il lago per difendersi dai suoi nemici.  Altra famosa leggenda e quella su un mago ed una maga, entrambi abitanti a Scanno. Durante una discussione il mago adirato imprecò verso la maga queste parole “Dove caschi, vi possa nascere un lago” e così fu: la maga cadde e nacque il lago di Scanno. Fatto sta che già la sua forma a cuore rende questo lago magico e romantico al tempo stesso. Inoltre intorno il lago troverete diversi servizi: ristoranti, lettini, ombrelloni, sdraio ed anche pedalò, se volete potete affittre anche bici o fare una passeggiata a cavallo, e non dimenticate che il Lago di Scanno è anche balneabile e che nel 2018 è stato insignito del riconoscimento Bandiera Blu.

    Lungo il perimetro del lago si scorge la Chiesa dell’Annunziata o nota anche come Chiesa della Madonna del Lago, eretta nel 1697 ed aperta al culto nel 1702. Anticamente prima della costruzione della chiesa, lì passava  un ripido sentiero, scavato nella roccia, che costituiva l’unico collegamento tra il borgo ed i paesi vicini. La tradizione vuole che, nel tratto più pericoloso del viottolo, gli Scannesi avessero collocato in un incavo naturale una statuetta della Madonna, a protezione dei viandanti. Quando si sparse la voce che in questo luogo ci fossero starne apparizioni e che  la Vergine compiesse dei  miracoli, si decise di creare una chiesa, ed al  centro dell’altare venne collocata una statua, ritenuta miracolosa, della Madonna del Lago; trafugata nel 1979, e sostituita dauna copia creata da un artista scannese. L’altare è semplice, ma nil tutto è reso spettacolare dalla parete retrostante che è in relatà la rocccia stessa della montagna.  Fino al secolo scorso la piccola chiesetta è stata meta di pellegrinaggi da parte di devoti che vi giungevano per venerare la Vergine e ottenerne la guarigione dai mali, in particolare dall’ernia.  Nonostante sia piccolissima internamente è molto graziosa e conserva ancora i profumi e la spiritualità di tempi passati. L’ingresso è sulla facciata antistante il lago (in origine era posto sulla facciata orientale), posizionato al di sopra del livello stradale e preceduto da due rampe d’accesso in pietra. Le inferriate che si vedono sono state realizzate nel 1911 dai fratelli Cerasoli, maestri intagliatori di Capestrano. I dipinti all’interno sono del 1911 e dipinti da A. Centofanti, E. Berardi e Ballerini. Sicuramente il belvedere che offre la piccola chiesa sul lago è impareggiabile

    Da non perdere il sentiero del cuore, la passeggiata che vi permetterà di  arrivare in un punto preciso,  da cui è possibile vedere il Lago assumere la forma di un cuore azzurro. Esistono due percorsi, noi abbiamo optato per quello un pò più panoramico, considerate un paio di ore tra l’andata ed il ritorno. Si prende il sentiero che si trova alla sinistra dl lago, dopo i bagni pubblici per intenderci. Dopo circa 45 minuti di cammino incontrerete l’Eremo di Sant’Egidio,  il  protettore contro la peste,  ed è proprio sul portale di ingresso viene riporatta la data del 1657 e contiene una preghiera al santo al quale  si invocava la protezione durante un’epidemia di peste verificatasi l’anno precedente. L’eremo è costituito da una piccola chiesa cui è annesso, sul lato destro, un piccolo edificio a due piani, che un tempo costituiva l’abitazione dell’eremita. Peccato che non sia visitabile all’interno. Bello il panorama circostante, da qui si vedrà in lontananza il Monte Genzana ed il paesino abbandonato di Frattura. La vista del lago con la forma di Cuore si trova a circa  10 minuti di cammino ed è indicato con un cartello ed arriverete nel punto dove potrete ammirare il cuore azzurro, uno degli spettacoli naturali più belli che si hanno in Abruzzo.

    Mi raccomando all’equipaggiamento: Zaino e scarpe comode, abbigliamento a strati, giacca antivento, guanti e berretto, macchina fotografica, crema solare, medicine personali, tanta acqua!

    La passeggiata nel Borgo antico di Scanno è imperdibile.  Passeggiare nel paesino vi farà entrare un pò di più nella storia e nelle usanze del posto. Non mancheranno incontri con le tipiche donne scannesi, ovvero giovani donne e soprattutto anziane che si agirano nel paese con il loro abito tradizionale. CURIOSITA’: Il celebre costume indossato dalle donne di Scanno, è il segno distintivo più bello del paese, la traccia ancora visibile,infatti girovagando per il paese vi capiterà sicuramente di incontrare le donne di Scanno vestite con il loro abito tradizionale. Non tutti sanno però che  è confezionato con diciotto metri di stoffa, pesa quindici chili ed è impreziosita all’interno del bordo inferiore da una striscia di pannolana rosso, ‘la pedèra’, che serve a proteggere la lunga gonna dalla polvere e dal fango. Veniva dato in dono a tutte le ragazze al quindicesimo anno di età e restava unico per tutta la vita. Solo chi era più abiente  aveva la fortuna di averne due. La donna scannese  è un’immagine talmente importante che proprio all’ingresso del paese troverete una statuta dedicata proprio a lei!

    Osservando i  vicoli stretti   e bui, gli archi, le strettissime finestre tipiche del posto ci lascia già immaginare come le case fossero state costruite a schiera  per resistere al vento e al gelo. Le minuscole finestrelle che si scorgono sulle facciate delle case dovettero servire a garantire la visibilità dei viandanti ma senza permettere che il gelo s’infiltrasse all’interno. Molte case hanno davanti diverse scalinate, che anticamente erano il punto di incontro e raduno delle donne che si sedevano qui per lavorare il tombolo, ovevro raffinato merletto che adornava i corredi nuziali e i tessuti. ancora oggi si possono incontrare le donen del paese intente a lavorarlo sedute, e il più delle volte indossano anche l’abito tipico del paese. La Fontana Sarracco, che anticamente era un abbeveratoio, è divenuta oggi uno dei simboli del paese. Sulla fontana sono rappresentate quattro maschere, ognuna di esse indicava l’appartenenza al proprio ceto sociale, chi beveva da una determinata cannuccia  dimostrava chiaramente a quale ceto apparteneva. C’è anche una fontana più piccola, molto probabilmente usata dai bambini.

    Non mancano negozi di souvenir, ma soprattutto è nota qui la via degli orafi dove viene fabbricata artigianalmente uno degli oggetti più belli della tradizione abruzzese e scannese, La Presentosa, un gioiello femminile abruzzese, generalmente in filigrana in oro o in metallo placcato oro indossato dalle donne nelle occasioni di festa, ed anticamente veniva donato dai genitori dello sposo alla futura sposa come pegno d’amore. Questo preziosissimo oggetto ha svariati prezzi, da € 15.00 fino ad arrivare anche a due trecento euro. l’origine del nome si deve a Gabriele D’annunzio che nel “Trionfo della morte” parlava di  “una grande stella di filigrana con in mezzo due cuori”.  Infatti questo ciondolo  al centro raffigura doppio cuore  che simboleggiava che la ragazza fosse impeganta sentimentalmente. In realtà al centro del monile possono esserci simboli diversi, ognuno con il proprio significato: il solo cuore  stava a indicare lo stato nubile dell’indossatrice, e veniva donato dalla madre alla figlia in età da marito; quello con al centro una nave infine veniva donata dal padre o dal suocero alla sposa nel giorno delle nozze, per indicare l’inizio del viaggio verso una nuova vita.

    Infine, se hai tempo, visita la piccola frazione di Frattura di Scanno, un paese fantasma. Nel gennaio del 1915  un terremoto rase al suolo la piccola frazione, lasciando intatto invece il paese di Scanno, ma nell’evento persero la vita circa 300 abitanti, quasi tutti erano donne e bambini perchè gli uomini erano in Puglia impegnati nei lavori di tosatura. Accanto al paese fantasma di  Frattura è sorto oggi Frattura di Scanno Nuovo che conta poco più di 20 abitanti. Oramai la presenza lussureggiante della vegetazione ha preso il predominio su tutto il posto, rendendolo forse, a tratti malinconico, ma allo stesso tempo creando il suggestivo aspetto di un borgo in cui oramai l’unico “abitante” è il silenzio. A Frattura di Scanno vecchio  sono state girate alcune scene del film “Uomini e lupi”, con Silvana Mangano e Yves Montano del 1956, e ha visto parte della produzione di “Un viaggio chiamato amore, il film diretto da Michele Placido nel 2002 che racconta l’amore tra la scrittrice Sibilla Aleramo e il poeta Dino Campana.

    Scanno nel settore gastronomico è rinomato per la produzione di formaggi tipici, ricotta, salumi ed insaccati vari, dolci e biscotti e da segnalare i tradizionali mostaccioli (con mosto cotto e pasta di mandorle) e il famoso Pan dell’Orso, la cui origine è legata ad una leggenda, che racconta che un gruppo di pastori che conduceva il gregge verso le terre pugliesi venne aggredito da un orso che preferì mangiare i panelli che portavano nelle bisacce piuttosto che  le pecore. Molto simile nell’aspetto al più conosciuto Parrozzo, differisce da quest’ultimo per l’aggiunta di miele abruzzese e olio (o burro) che lo rendono più soffice e profumato l’impasto.

    Insomma, avete bisogno di altro per convincervi a trascorrere una vacanza in Abruzzo?

     

    “Con questo articolo partecipo al concorso #unblogalmese del mese di giugno 2019 indetto dal blog Trippando”,

     

     



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